mercoledì 9 dicembre 2020

Nelle sale d’aspetto...

 Questo "pezzo" l'ho scritto a fine ottobre scorso, quando ancora non avevo aperto questa "finestra".  

L'ho già condiviso a suo tempo sulla mia pagina Fb. 

Mi sembra però importante condividerlo anche qui.

Anche perchè l'ho scritto all'inizio del mio percorso di Radioterapia. Con oggi ho finito! Si sono alla 38^ su 38! 

E poi? 

Non lo so... dovrò aspettare di smaltire un po' di radiazioni prima di ritornare a fare tutte le analisi e tutti gli accertamenti del caso...

Per ora l'obbiettivo è rimettersi. 

Poi vedremo!


 

26 ottobre 2020

 

Nelle sale d’aspetto dei reparti di terapia oncologica c’è sempre una strana atmosfera. 

Ognuno intento a combattere contro il proprio mostro. 

Si guarda intorno, alla ricerca di complicità. 

Si incrociano gli sguardi. Alcuni rassegnati, altri sconfitti ed altri ancora terrorizzati. 

Si sta in silenzio. Si ascoltano i rumori provenienti dalle stanze dove si fa terapia.

Gli operatori cercano di mascherare l’immane fatica di convivere ogni giorno con la sofferenza degli altri, con sorrisi, battute e leggerezza.

È dura ma in quelle stanze sanno di essere l’unica ancora, non di salvezza, ma di speranza.

Dopo un po’ che frequenti questi ambienti, riconosci la gravità della cosa dalla loro gentilezza. È proporzionale. Più sono gentili e più sai che la tua situazione è grave.

Io, spero sempre di essere “maltrattato”!

Fra i pazienti ci sono i “nonni”, quelli a fine ciclo... che come in caserma, guardano quelli appena arrivati, le “burbe”, con un ché di superiorità... non è cattiveria. È aggrapparsi ad un qualsiasi appiglio.

Ci sono a volte, giornate dove qualche temerario cerca di interrompere il silenzio. Allora emergono altri aspetti sociali. Interessanti. Ci si racconta.

Di frequente, per vincere la paura ed esorcizzare il male, cerchi nelle frasi degli altri una gravità che non ti appartiene. Altre volte arrivi quasi a vantarti del tuo malessere perché è vero che se siamo lì, siamo “tutti nella stessa barca” ma... loro, i tuoi compagni di disavventura, non sanno di quanto tu stai male... loro li vedi, sono lì a cercare di stare bene... mentre tu.... ma in fondo sai che non esiste una unità di misura per misurare l’incubo chiamato “tumore”. 

Ognuno ha la propria.

Cerchi negli sguardi un qualcosa del passato di tutti... del presente e delle cose in sospeso.

C’è chi reagisce e sopporta tutto per la voglia di vivere. 

Altri lo fanno per gli altri. Altri ancora perché gli hanno detto che bisogna farlo e basta. Alcuni, pochi, hanno il coraggio o la follia, di interrompere e lasciare andare le cose per il loro corso. 

Nessuno può biasimare nessuno. 

Chi lo fa, lo fa solo per soddisfare un proprio bisogno...

Oggi una donnina di un’età quasi biblica, chiedeva, anzi implorava di smettere. Che voleva tornare a casa. La figlia chiedeva lei di resistere e sopportare tutto per le nipoti... gli occhi della nonnina in quell’istante si sono spenti, in una rassegnazione lugubre.

Nelle sale d’aspetto dei reparti di terapie oncologiche, si vive in una sorta di democrazia ideale... non ci sono differenze anagrafiche, socio/economiche, culturali, ideologiche. Neanche religiose. Anzi quest’ultime resistono solo se evidenti. Se ostentate. Così come restano quelle epidermiche. Come se un’orientale, un balcanico o uno di colore fossero lì a “rubare” il posto a qualcuno. 

Molto probabilmente sarebbero ben lieti di lasciarlo, quel posto.

Nelle sale d’aspetto dei reparti di terapia oncologica c’è sempre una strana atmosfera, insieme ad uno strano odore.

E solo chi l’ha respirato o lo sta respirando, sa che quell’odore, una volta che ti ha occupato le narici non se ne andrà più. 

A volte lo senti anche di notte, mentre dormi. E si trasforma in incubo. 

Altre con la consapevolezza che quell’odore è abbinato al tuo tentativo di esistenza. Ti manca. E lo cerchi.

Nelle sale d’aspetto dei reparti di terapia oncologica c’è sempre una strana atmosfera. 

Io la chiamo complicità della paura.

lunedì 7 dicembre 2020

Alberto Burri e San Miniato

 


Abito a San Miniato, in provincia di Pisa, dal 1995. 

L'anno che ho fondato e aperto insieme a i miei soci, Casa d'Arte San Lorenzo

San Miniato è il classico Borgo di origine medievale del centro Italia.

Oggi, nonostante gli sforzi (secondo me pochi) da parte dell'amministrazione per cercare di mantenere l'aura di "antico" e di nevralgico centro culturale, di fatto è il promontorio/appendice di una tra le più importanti realtà industriali e manifatturiere legate al comparto conciario. 

Con tutti i pro e i contro. 

Dove la cultura è relegata a poche e rare manifestazioni nazional/popolari e troppo spesso usata solo come slogan politico/propagandistico come: "San Miniato città di Arte e di Cultura". 

Dove la parola Arte viene spesso utilizzata per sostenere dubbie attività di pseudo artisti locali.

 Famosa per aver dato i natali a Francesco Sforza, il signore di Milano, la Rocca di Federico Barbarossa, i natali ai fratelli Taviani,il tartufo bianco e... il Dramma Popolare. 

Dal 1947, infatti, ogni luglio i palazzi storici, le chiese e le piazze di San Miniato ospitano il DRAMMA POPOLARE il più antico festival teatrale d'Italia. 

Su questi palcoscenici sono passati i più grandi attori italiani, i più affermati registi e una schiera di scenografi di eccellenza.

Fra questi, nel 1969 Alberto Burri, che realizzò i costumi ed i fondali scenografici per la rappresenzione "L'avventura di un povero cristiano" di Ignazio Silone.


Con la regia di Valerio Zurlini e come protagonista un giovane Giancarlo Giannini, fu la prima nazionale di questa kermesse teatrale tratta dallo scritto, edito l'anno precedente, dell'autore abruzzese.


Di questi pannelli scenografici - oggi potrebbero valere cifre importanti e reggere da soli il corpus centrale di un museo locale -  non se ne conosce il destino. I bozzetti originali sono conservati alla Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri di Città di Castello ma di quelle scenografie non si sa più nulla...


Sarebbe bello un giorno, fare una ricerca "incrociata" sul destino di queste opere, perchè di fatto sono opere d'arte a tutti gli effetti, e capire davvero che fine hanno fatto e sedare così ogni dubbio. 
Perse o non perse? Gettate o non gettate? Trafugate o non trafugate?
 
Sinceramente mi farebbe più felice pensare che almeno ci sia al mondo qualcuno che se le stia godendo piuttosto di immaginare due capolavori di questa importanza, gettati o smarriti come un qualsiasi canovaccio da cucina... Ma ahimé, la cosa non mi meraviglierebbe più di tanto!
 
Lo scopriremo, forse, solo vivendo... forse. 

Le immagini della scenografia di Burri sono state prese dalla rete e appartengono all'archivio della Fondazione Istituto Dramma Popolare 

sabato 5 dicembre 2020

Frasi...

 


"A volte basta un attimo per dimenticare una vita, ma a volte non basta una vita per dimenticare un attimo."
 
 
Jim Morrison
  

venerdì 4 dicembre 2020

Alighiero Boetti per AMACI

 

Oggi è la 16^ giornata del contemporaneo indetta da AMACI

In questo giorno speciale voglio ricordare un grande artista del '900 e promuovere la sua biografia scritta direttamente dalla figlia

#giornatadelcontemporaneo

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Che Alighiero Boetti fosse stato un grande artista è oramai cosa nota e condivisa. 

Con spunti geniali, ossessivi. Rivoluzionari! 

Artista che mi è sempre piaciuto. Che mi ha sempre convinto. Anche quando l’arte la frequentavo da adolescente a “corrente alternata”.

 Anche quando, qualche anno fa, prima della grande “bolla” era finito nel “dimenticatoio”. 

Ricordo un’asta, a Milano... sarà stato il 1980, il mercante che accompagnavo, di fronte ad un Boetti rimasto invenduto mi sussurrò all’orecchio : “la gente non capisce nulla... buttano nel cesso soldi per artisti che fra 50 anni saranno del tutto dimenticati e questo signore qui, che ha già scritto la storia, non è neanche preso in considerazione”. Fu profetico! E non sono neanche passati i fatidici 50 anni!

Negli ultimi 10/15 anni, invece, tutti parlano di Boetti con una facilità ed una confidenza che sembra siano stati compagni di banco! 

Ma aldilà di questa personale innocente parentesi polemica, mi piace sottoporvi la più commovente e lucida biografia che sia mai stata dedicata a questo straordinario artista italiano:  "IL GIOCO DELL'ARTE - con mio padre Alighiero" 

Scritto dalla figlia, Agata e pubblicato per Electa, offre al lettore una visione intima, familiare, quasi romantica. Una testimonianza diretta di uno dei grandi protagonisti del ‘900.


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AMACI – Associazione dei Musei
d’Arte Contemporanea Italiani
Via San Tomaso, 53
24121 Bergamo - Italy
Tel. +39 035 270272


www.amaci.org

 

giovedì 3 dicembre 2020

La mia Play List personale CAP 3

 


 
 
Ho sempre fatto sin da quando ero bambino elenchi, classifiche, liste... insomma oserei dire di soffrire quasi di una patologia, che sinceramente non so se esiste o se abbia un nome, ma so che certamente io ne sono affetto!
 
Quando ero piccolo erano figurine, giochi, francobolli, tappi, etichette... Oggi ahimè colleziono l'impossibile... Elefanti, consensi, libri, persone, affetti, dischi, ovviamente quadri e musica, tanta musica.
 
E a proposito di musica...
Un sacco di volte mi sono messo lì e, un po' per noia un po' per malattia, appunto; a stilare la lista delle canzoni, dei cantanti o dei gruppi che per me hanno e hanno avuto, un significato speciale. 
Che sia emotivo, evocativo o semplicemente perchè quel brano mi piaceva... e ovviamente continua a piacermi. Così per scherzo ne' è venuto fuori un elenco di 100 brani. Che tutti pur essendo decisamente differenti uno dall'altro mi rappresentano.

Siccome dai commenti che mi inviate e dalle tante domande che mi ponete (soprattutto in privato), ho colto in voi una sorta di curiosità, quasi morbosa, di volermi conoscere meglio e soprattutto una sorta di voyeurismo che vi porta a voler conoscere anche i miei pensieri, le mie preferenze ed i miei gusti, eccovi accontentati. 
 
Di seguito, ogni settimana, per dieci settimane, vi lascero 10 link presi "in prestito" da Youtube, riguardanti altrettanti brani musicali... i generi sono diversi. Così come sono diverse le epoche.

Sono convinto che da questo caleidoscopio fatto di note e pentagrammi, assoli e grida, al 100° brano verrà fuori un bel quadro della mia caleidoscopica personalità.
Non siete ovviamente obbligati ad ascoltarli tutti ma... 
sono convinto che potrebbe essere un bell'esperimento...
Attenzione però, non è una classifica... è semplicemente un elenco.

E nella peggiore delle ipotesi, avrete comunque ascoltato solo buona musica!
 
 
La mia Play List personale CAP3

21) Lou Reed - Walk on the Wild Side

https://www.youtube.com/watch?v=oG6fayQBm9w 

22) Billy Joel - New York state of mind

https://www.youtube.com/watch?v=ol0dPJdzm1M 

23) Lucio Battisti - Emozioni
 

24) Norah Jones - Summertime

 https://www.youtube.com/watch?v=xJOtaWyEzaI

25) Supertramp - Child Of Vision

https://www.youtube.com/watch?v=HlqoYPR9G7w

26) Steppenwolf - Born To Be Wild

https://www.youtube.com/watch?v=egMWlD3fLJ8 

27) Nirvana - Come As You Are

https://www.youtube.com/watch?v=vabnZ9-ex7o 

28) Gloria Gaynor - Can't take my eyes off you

https://www.youtube.com/watch?v=BT4GIljqr-A

29) The Mamas & The Papas - California Dreamin'

https://www.youtube.com/watch?v=N-aK6JnyFmk 

30) Genesis - Mama

https://www.youtube.com/watch?v=Ccs2rt0oSzQ

PER ASCOLTARE I BRANI PRECENDETI CLICCA QUI 

mercoledì 2 dicembre 2020

Milano e la neve



 A Milano ieri ha nevicato. Quanto è bella la neve a Milano. Quanto è bella la mia Milano.

Quanto mi manca... o forse quanto mi manca quella Milano, quei tempi, quell'età... I concerti, gli amici...

Mi mancano i suoi viali, i suoi locali, le sue gallerie.

Alberto Fortis in "Milano e Vincenzo" in una sola frase fa il ritratto di questa città: "Mi piacciono i tuoi quadri grigi le luci gialle e i tuoi cortei" mentre Lucio Dalla risponde con una delle più belle poesie mai dedicatagli: "Milano".

Ma la canzone che più mi fa pensare a Milano rimane lei:

"Luci a San Siro" di Roberto Vecchioni...

Oggi abito in un angolo di Toscana. Un posto magnifico. Ma nessun luogo potrà mai sostituire Milano... La mia Milano!

E' bastata una fotografia del duomo imbiancato che una tempesta emotiva si è scatenata dentro di me.


martedì 1 dicembre 2020

Marina Abramović ATTRAVERSARE I MURI un'autobiografia



Domenica passata, il 30 novembre, è stato il compleanno di Marina Abramović.

Un’artista che mi ha sempre incuriosito, affascinato, emozionato. 

Certo non facile per chi non ha dimestichezza con il mondo dell’arte ma senza ombra di dubbio, la figura femminile di maggior rilievo dell'intero ‘900. 

Ma attenzione, per i neofiti di questo mondo, non si tratta di una artista che dipinge o scolpisce, ma una artista che "performa". Ovvero usa se stessa, il suo corpo, le sue emozioni e le sue sensazioni, per creare un evento a metà strada fra l’azione scenica e il gioco di ruolo. E al collezionista altro non rimane che acquistare le immagini relative ai vari eventi e ai musei, alcune delle sue installazioni.

Lo scopo, oltre a misurarsi con se stessa ed il limite umano, è un invito alla riflessione. Una sorta di viaggio nell’infinito mondo dei perché. 

Oggi punto di riferimento nel mondo dell’arte contemporanea ha dovuto combattere mille battaglie per arrivare dove è arrivata. Conquistare il ruolo di Regina indiscussa dell’arte in un ambiente troppo spesso maschilista. 

Qualche anno fa, è stata pubblicata per Bompiani la sua autobiografia: ATTRAVERSARE I MURI, in occasione della mostra THE ARTIST IS PRESENT ospitata al MoMA di New York. Un volume da leggere tutto di un fiato.

Certo è, che la Signora Abramović, non lascia indifferenti. Ne lei, ne le sue opere.

Personalmente, quando ci fu la mostra celebrativa THE CLEANER a Palazzo Strozzi a Firenze, fra l'autunno 2018 e il gennaio 2019, ho avuto una ulteriore opportunità di "entrare dentro" il suo mondo. 

Il problema è stato poi uscirne!

Nei mesi passati, se non ci fosse stato il problema Covid, e fossi stato un po' più in forma, mi sarebbe piaciuto andare a Napoli per visitare ESTASI la sua mostra allestita a Castel dell'Ovo.

In questo momento dove non è possibile andare per mostre o recarsi a fare un giro e visitare musei o gallerie, gli ultimi appigli che ci legano ancora al mondo dell'arte sono la rete e qualche buon libro.

La sua autobiografia è uno di questi. Merita davvero! E' scorrevole, interessante e mostra il lato più intimo di questa straordinaria artista. Una porta verso il mondo del contemporaneo aperta anche ai meno esperti.