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mercoledì 22 dicembre 2021

Esattamente oggi, due anni fa...


 

Esattamente oggi, due anni fa, ricevevo il responso dell'esame istologico.

Due anni... Due anni fa... Poi, nel febbraio successivo l'intervento ed un anno fa esatto, concludevo la radioterapia...

Da allora esami, controlli... ansie, dubbi, certezze, incertezze... e riflessioni... e ancora tanto altro... Nel frattempo... 

Vabbeh, lasciamo perdere... Sappiate solo che nulla sarà più come prima! 

Non temo la morte. E' un fatto naturale. "Son cose della vita", diceva qualcuno. 

Mentre l'idea del dolore, della sofferenza, mi da parecchia noia.

La vita e la morte sono correlate, unite, assolutamente complementari.

Oggi viviamo... Domani forse! Altre volte sopravviviamo...


domenica 3 ottobre 2021

Mi sono arrivati i risultati delle ultime analisi


 

Mi sono arrivati i risultati delle ultime analisi! 

Dopo mesi di battaglie, i valori stanno finalmente tornando alla normalità!

Certo, non è tutto risolto, molti segni rimarranno, alcuni anche in maniera indelebile. E tante altre battaglie dovrò affrontare.

Certe cicatrici e diversi traumi li porterò con me per sempre. Ma...

 Ora è il momento di festeggiare! 

Brindo e penso a tutti voi che mi siete stati vicini in questo periodo. A chi c'è e a chi non c'è più. Chi mi ha sopportato e sostenuto.

Vi ringrazio. Vi ringrazio e piango di gioia.

Non è finita certo, ma forse qualcosa sta cambiando.

Non posso ancora urlare vittoria ma un bel segnale è arrivato!

Grazie!

giovedì 30 settembre 2021

Ottobre... Due anni con Charlie


  

Ottobre... Esattamente due anni fa iniziava la mia battaglia contro "Charlie"...

Si, gli ho dato un nome... è cosa frequente fra i malati oncologici: dare un nome alla bestia che alberga dentro te.

In realtà i primi segnali erano già apparsi nel giugno precedente ma questa è un'altra storia...

Poi da ottobre...

Diagnosi, intervento, radioterapia, conseguenze fisiche e psicologiche.

Due anni...

 Disagio. Cambiamento radicale della percezione delle cose. Sbalzi di umore. Insonia, irascibilità. 

Due anni... 

Stanchezza, indifferenza, anaffettività.

Due anni... 

Attese... e poi ancora attese... Pensieri brutti. Pensieri profondi. Complicità, comprensione e valutazioni mai fatte prima. 

Malcontento, mal di vivere.


Due anni...


lunedì 30 agosto 2021

Senza...



 Guardo il mare... penso... aspetto... Aspetto, penso e guardo il mare...

Di nuovo attese... Di nuovo quegli attimi infiniti... 

Ebbene sì, rieccomi a combattere di nuovo con l'attesa. 

L'unica attesa che oramai considero tale.

Quei tempi infiniti di attesa che riempiono gli istanti che passano da quando fai gli esami di controllo a quando arrivano i risultati. 

Un giorno, massimo due.

Senza il tic-tac del tempo che passa, senza il giorno né la notte, senza la voglia di fare, di parlare, di dire...

Uno o due giorni Senza... Senza fiato, senza vita. In apnea, sperando di trovare ancora un po’ di ossigeno quando tornerai a respirare…


mercoledì 11 agosto 2021

Ho smesso...


 

Ho smesso di fumare a febbraio del 2020... poche ore prima dell'intervento. E non ho più ripreso. 

Pensavo che l'astinenza da nicotina fosse peggio.

Sinceramente non mi pesa più di tanto. Riesco a sopportare e a... resistere... Quasi con facilità...

Ammetto però, che ci sono momenti che il desiderio diventa prepotente. Quasi irresistibile. Ma resisto! E non ho ancora ceduto!

Altre volte, durante il sonno, sogno di fumare... 

Il potere della mente in questi frangenti è incredibile. Mi ritrovo in bocca il sapore del fumo, del tabacco e per qualche minuto, godo di tutto ciò.

Lo so, può sembrare follia.

In particolar modo per chi non ha mai fumato. Ma è così! Godo di quel maledetto, unico, straordinario, saporaccio. Mi riempie la bocca, il palato... E mi piace.

Non sono un ex fumatore pentito... di quelli che tengono alla larga chi ancora fuma. Anzi. Mi piace il profumo del fumo passivo... 

A volte lo cerco anche. 

E' però inutile negare. Il fumo fa male.

Molto male!

Anche se è stato appurato che il tipo di tumore con il quale sto combattendo non è causato dirattamente dalla sigaretta, altre complicazioni sorte in questo periodo, ahimè, lo sono. 

Non fumate o se proprio non riuscite a separarvi dal fumo, fumate con consapevolezza... poche ma buone... gustatevele! Liberatevi della gestualità e godete solo del piacere che il tabacco da... Vi aiuterà...

A febbraio 2019 non solo ho smesso di fumare... Ho smesso di bere, di mangiare, di avere erezioni naturali, di avere minzioni controllate, di avere un umore stabile... 

A febbraio 2020... Ho smesso!

 



sabato 5 giugno 2021

Non mi tradire Bellagio.





 Ho fatto finta di nulla. Ho fatto finta che non fosse successo nulla. Ho fatto finta che tutto fosse ok. Mi sono autoconvinto. Ci ho creduto. 

E contro tutto e tutti ho seguito l'istinto. E sono salito di nuovo in sella alla mia fedele Bellagio.

Molti mi avevano detto che non avrei mai più potuto montarci. Salire in sella e partire. Viaggiare. Sognare... Sentire la velocità fra le dita, essere investito dal vento sul volto. 

Si, lui, il vento... e poi gli odori. E i rumori. E il caldo!

Caldo che solo una corsa in moto ti sa dare. Perchè quello è un caldo differente da tutti gli altri, che si prova solo sulle due ruote. 

Credetemi.

E' da ottobre che non ci montavo. Da quando ho fatto le prime sedute di Radioterapia... 

Dal divieto assoluto, nel corso dell'ultimo consulto con i medici, è emersa una possibilità...:

"Non è consigliabile ma se lei se la sente e non le da problemi... Da medico le direi di no... da motociclista so di non poterlo impedire". 

Mi sono aggrappato a questa frase. Ed eccomi qui a condividere con voi questo istante. Con gli occhi lucidi e le dita che tremano dall'emozione.

Chi è motociclista lo sa. Altri forse non capiranno.

Ma non me ne fotte un cazzo! Sono di nuovo in sella!

Può sembrare ai più una sciocchezza. Ma per me è davvero una cosa importante. Già troppe privazioni, impedimenti, limitazioni mi hanno afflitto in questi ultimi 18 mesi. Hanno condizionato la mia quotidianità. La mia psiche. Violentato il mio fisico e mutilato l'orgoglio.

Sono legato a questa moto come mai a nessun'altra.

E' per me diventata una sfida. Un riscatto, un simbolo. Un legame indissolubile con una serie infinita di sensazioni, di emozioni. Di ricordi.

Sembrerà impossibile ma potrei praticamente raccontare di ogni km percorso. Delle genti che ho incontrato e gli asfalti che ho "consumato".

Il pensiero di non poterla guidare più mi costringeva ad un oblio che non volevo percorrere. Ora sono rinato. Perlomeno in parte!

Non mi tradire Bellagio.




martedì 25 maggio 2021

Un ricetta... magia che non si mangia...



Una parte di magia. Una di malizia. Una parte di verità e tre di fantasia. Versa il tutto in un grande paiolo. Mescola bene e porta a ebollizione. A fuoco lento. E quando... Quando il sangue bollirà nelle vene, sceglieti una traccia musicale e con un sorriso e ad occhi chiusi, lasciati andare. 

Sogna. Fatti cullare dal vento. Ascolta. Annusa.

Alimenta le passioni. Consuma il fiato.

Dormi se vuoi. Ama se ci riesci. Senza aver paura di nulla e fottitene di quel che la gente dice. 

Le tante rughe e le molte crepe, che segnano il tuo corpo, lo desiderano. I segni sulla pelle e le profonde cicatrici lo esigono. Lasciati andare, senza paura. Balla. Canta.

Di quel che vuoi. Urla ciò che pensi.

Non ti pentire. Non rinnegare! 

Vivi fino a quando non ne puoi più! Fino a quando il "mal di vivere" non ti avrà consumato. Eroso. Mangiato.

E intanto speri nell'efficacia della terapia...

 Finché ci sarà magia.


venerdì 21 maggio 2021

Già però, aspetto agosto...


 

Rientrare in quella sala d'aspetto è stata dura. Un pugno nello stomaco. Un calcio in faccia. Come il sapore della bile sulle labbra.

In quel luogo il tempo si ferma... un minuto sembra un'ora... le narici si rifiutano di annusare l'aria.

Guardo i volti delle persone in attesa... vorrei dirgli qualcosa ma i loro sguardi, spersi ed impauriti, non chiedono né parole né tantomeno compassione. Silenzio.

 Solo silenzio.

Gli operatori, carini e gentili come sempre. Mi salutano con sorrisi e pacche sulla spalla, in barba al Covid. Sembra quasi una festa. Lo so che lo fanno per me. Ma anche per loro: gli uomini e le donne lì in attesa. Pronti a sottoporsi al quotidiano ciclo di Radioterapia. Serve a trasmettere loro, un sentimento di speranza... "Avete visto? Ci si riesce!".

Io mi siedo. Aspetto il mio turno per il consulto trimestrale.

Ho con me gli esami. Mi sembrano buoni. Sono fiducioso, speranzoso. Quasi felice... Sarebbe un regalo di compleanno bellissimo. 

"Milani?" Eccoci. Tocca a me... 

Ed eccomi di nuovo seduto davanti al patibolo... Lui legge i fogli, i risultati... io cerco di scorgere la risposta che comunque fra poco mi darà, dall'espressione... E' assorto. Non ride. E nemmeno sorride... 

"Gli esami vanno bene. Potrebbero però andare meglio". Poi la visita, il consulto. Le conclusioni. 

"Va tenuto tutto sotto controllo... Nulla di allarmante. Di preoccupante... da monitorare..." Così dicono. Ma loro non sanno, o forse fanno finta di non sapere, che anche una semplice emicrania per noi, dall'esenzione 048, è già una metastasi...

"Vediamo come va la curva ad agosto e poi decidiamo..." Decidiamo cosa? Come decidiamo? Non era già tutto risolto? Doveva essere solo una visita di controllo... E poi le analisi... mi sembrava che andassero bene... e lui, l'infermiere mi ha anche dato una pacca sulla spalla... Come sarebbe a dire "Poi decidiamo?"

Mi fermo, ragiono. Medito... Per ora vanno bene. Questa è la cosa più importante! 

Ad agosto poi vedremo. Intanto mi godo il compleanno. Per quel poco che c'è da godere. Mangio, bevo, ascolto buona musica e cerco di avere buoni pensieri. 

Il telefono vibra, suona, urla. In tanti mi sono vicini. Grazie. 

Già però, aspetto agosto...

 

sabato 15 maggio 2021

Attesa...


 

E con l'ultimo prelievo diamo inizio al grande "Gioco"!

Il grande gioco "dell'attesa". 

Quella vera. Quella che solo la malattia, ti porta a conoscere. 

Tutte le altre sono insignificanti. Attese del nulla. Del niente!

Aspetti un bonifico? Ma chi se ne frega! Un treno, un autobus? Un collega? Un amore? Aspettare non ha importanza. 

Cinque, dieci, 30 minuti prima o dopo non fanno alcuna differenza! Quel tempo che prima ti sembrava interminabile ora ti accorgi che è un tempo buttato via. Un'attesa, buttata via. 

L'attesa, quella vera, è differente.

L'attesa con il tuo destino ha un altro peso. 

Un peso diverso. Ognuno ha il suo. Comunque pesante. Anzi, pesantissimo!

Attesa per una risposta. Scritta o parlata... non importa.

Sarà comunque una risposta che ti segna! Nel bene o nel male. Che ti avrà tolto il fiato. La lucidità. Che ti avrà fatto sperare, piangere, soffrire, gioire. 

E se avrai ancora una fede, pregare. 

Un'attesa che ti logora, ti consuma. Che ti svuota. Ti spegne.

Prima, durante l'attesa stessa. Dove le lancette dell'orologio sembrano girare al contrario da quanto vanno lente. E dopo, a seconda della risposta... 

Già, la risposta... bene o male. Testa o croce. Bianco o nero. 

I dadi della partita rotolano sul tappeto di gioco e... Seven or Eleven... "les jeux sont faits"!

Il prossimo 21 maggio, consulto e visita di controllo... e poi, boh...
Seven or Eleven... "les jeux sont faits"!

Nel frattempo annuso la terra, ascolto il mare, calpesto l'aria e mi faccio cullare dal vento. Non voglio e non chiedo altro. 

Anzi, un po' di musica, la mia musica... quella che ti induce ad alzarti a ballare e... un buon bicchiere di rosso. Per scaladre l'anima e accarezzare il cuore.


Il gioco "dell'attesa" è iniziato. Il 21 finirà. E comunque sarà, sarà passato.

Sono contento però di una cosa: che questa ennesima, maledetta attesa, la trascorrerò in Sardegna. 

Si, lì con lei... Aspettami. Sto arrivando.

venerdì 30 aprile 2021

Aspettando, annuso l'aria


  

Cosa sono gli odori? Semplicemente varchi nella memoria.

Involucri di ricordi, pretesti per vincere le nostre malinconie quando ancora non si sono trasformate in tristezza. Scorci di un passato sempre presente nel profondo della nostra fragile mente.

Vi è mai successo di annusare l'aria alla ricerca di un segnale? Di una presenza? O essere sopraffatto da un odore, un profumo, passando accanto ad una siepe? O ritornando in luogo o ancora, camminando a fianco di una persona?

Di entrare in un ambiente ed immediatamente ricordare cose oramai lontane, quasi dimenticate ma in quel preciso istante, di nuovo magicamente presenti grazie ad un odore, un profumo.

O ancora, ritrovarsi ad annusare un oggetto sperando di tornare al tempo delle promesse, dei sogni e delle speranze.

Con questo spirito, continuo ad annusare l'aria. 

In attesa che il tempo faccia il suo corso e torni a profumare di nuovo i giorni e le notti.

Se mai questo sarà ancora possibile. 

Nonostante la vita. Nonostante la malattia.

mercoledì 3 marzo 2021

Vi siete mai sentiti in colpa?


 

Vi siete mai sentiti in colpa perchè state bene?

Io si, spesso! E penso che tutti dovrebbero iniziare a farlo... 

Vedo quotidianamente gente che spreca letteralmente il suo "sentirsi bene", mentre intorno a sé c'è gente che sta giocando la sua partita a dadi con la vita.

E non mi riferisco solo al Covid. Mi riferisco anche a tutto il resto!

Sarà che ultimamente sono davvero troppo sensibile a certi argomenti ma la cosa mi fa letteralmente incazzare. Non dobbiamo privarci di gioire, di vivere, di fare... ma usare la testa ed il rispetto nel farlo.

La testa l'abbiamo, usiamola. 

Ricordiamoci che siamo dei privilegiati se stiamo bene. 

Non buttiamo via tutto questo. 

Organiziamo il viaggio, le ferie, le vacanze, le uscite con gli amici e tutto quello che vi va di fare ma con coscienza. Con la testa. 

Non pensiamo solo al nostro piacere. Dobbiamo imparare ad essere generosi. A dosare il nostro piacere per poi godercelo in maniera assoluta! Usiamo la testa e pensiamo per non sentirci in colpa!


 

venerdì 26 febbraio 2021

Sapete una cosa? Son felice!



 Sapete una cosa? Son felice! 

Questa mattina ho fatto la visita di controllo e nonostante le cose non siano del tutto risolte (ci vorranno anni) ho avuto forti e ottime rassicurazioni!

Voi non potete capire che peso mi sono tolto. Sono ringiovanito di 10 anni! E salvo complicazioni fino a maggio dovrò continuare a fare la tradizionale terapia senza aggiungere altro!

Confesso però che tornare in quella sala d'aspetto non è stato facile... Soprattutto con i risultati in mio possesso e con la paura di sentirti dire cose che nessuno vorrebbe ascoltare. 

Ma poi... Quegli stessi dati, letti da un'altra prospettiva mi hanno fatto capire che le cose anche se all'apparenza non sembrano "rose e fiori" possano avere un riscontro più che positivo! 

C'è da festeggiare! E vi invito a brindate con me!

Io brinderò con un buon bicchiere di Cannonau!

Perchè Cannonau? Perchè le notizie di oggi mi fanno pensare positivamente anche in previsione della prossima stagione estiva...

Sardegna, aspettami! Arriverò più forte di prima!


mercoledì 24 febbraio 2021

Non ne ho voglia!

Foto "rubata" dal web

Non ne ho voglia! 

Non voglio fasciarmi la testa prima di romperla... Ma oramai ho acquisito una certa esperienza in materia... 

Le analisi non danno le risposte sperate... 

E' vero, venerdì avrò i primi consulti... ma ci sono alcuni valori che non vanno nella direzione che dovrebbero... e allora? 

Festeggio! 

Si, festeggio! Brindo, canto, ballo... Cosa devo fare altrimenti? 

Io sto bene! Non ho dolori, fastidi, malesseri ma lui... "Charlie", invece, sembrerebbe non volersi fermare! E vorrebbe trascinarmi con sé!

La vera rottura di cazzo è che con le restrizioni Covid, non posso fare quello che vorrei... Mi piacerebbe prendere e partire... Con la moto, la macchina, affittare un van... 

Prendere e partire. Nient'altro!

Senza una meta, un solo andare... Senza un dove... 

Seguendo il vento, le stelle, i profumi. Dormire quando il sonno ti spegne gli occhi e mangiare quando l'appetito ti chiede complicità. 

Tornare in quei luoghi, quelli che mi appartengono. Quelli della famiglia, degli amici, degli amori, dell'adolescenza, del lavoro.

Cercare i vecchi sapori. Quelli mai dimenticati. Asciugare quelle lacrime versate senza ricordare il perchè e le risate che ancora echeggiano nella memoria. Insomma andare! Partire, viaggiare.

No, non ne ho voglia!
Non voglio fasciarmi la testa prima di romperla...


domenica 21 febbraio 2021

LUOGHI: Ho suonato...

 

Ieri, finalmente una domenica di sole!

Un giro in campagna, nei pressi di San Miniato, a Molino d'Egola, alla ricerca di quella serenità che solo la natura e la vita all'aria aperta, riescono a darmi in questo periodo della mia vita. 







Oggi ho bisogno di una carica in più. 

Quella che sto per affrontare sarà una settimana impegnativa. 

Analisi, visite, controlli, attese...  e ancora attese... 

Incrociamo le dita e speriamo bene... 

Intanto voglio condividere con voi la naturale bellezza di cui mi sono cibato ieri pomeriggio, percorrendo un sentierio che lambiva il bosco ma ancora era campagna... l'una si fondeva nell'altra... ed io diventavo tutt'uno con essa.

Ad un certo punto ho sentito l'esigenza di suonare... mi sono fermato e... portato alla bocca il mio flauto sciamanico ho pregato. 

Non solo per me.


 

giovedì 14 gennaio 2021

Vita e cibo sano...

Un mio piatto sano e leggero  a base di Bresaola e verdure.


 Oramai lo sapete. Negli ultimi 12 mesi non sono stato proprio bene...

E ancora non è finita. Continuano i controlli e gli esami. 

Solo fra qualche mese saprò cosa realmente mi aspetta nei prossimi anni. Intanto? Intanto cerco di andare avanti. 

Dimenticare questo momento terribile è l'imperativo. Quello che ho vissuto e che ahimè, continuo a vivere. 

E' inutile negarlo. Una "cosa" così, ti cambia. Nel fare, nell'agire, nel pensare. Modifica il tuo approccio. I tuoi interessi. Il tuo mondo.

Paradossalmente alcune cose però, sono cambiate in meglio... almeno sulla carta.
 
Ad esempio? Cammino... ma che fatica; ho smesso di fumare... Mamma mia che voglia; Bevo con moderazione... purtroppo; dormo, quando riesco, di più e... mangio più sano!
 
Incredibile vero? Io che mangio "bene", "pulito"... Solo a pensarci mi viene da ridere! Ed immagino anche a chi mi conosce bene...
 
Sì, lo ammetto, sono passato dal "gin tonic fisso in mano" a... all'estratto di frutta e verdura... 
 
 

 
 
Lo ammetto. Da quando mi sono regalato l'estrattore, non riesco più a farne a meno.
 
Volete una ricetta? 
 
Io faccio un estratto con finocchio, sedano, mela e zenzero... è fresco, gustoso e... fa bene... Almeno così dicono... se poi ci mettete due cl di dry gin o di vodka... è fantastico! 
 

martedì 22 dicembre 2020

La poetessa del rock continua a sputare...

Queste poche riflessioni le ho scritte a inizio novembre, quando passavo le mattine in sala d'attesa ad aspettare di fare il trattamento radioterapico. Chi mi segue su FB le avrà già lette lì ma come ho già scritto in altre occasioni simili a questa, mi va di condividerle anche su queste pagine...
Buona lettura...
 


 

5 novembre 2020

Il tempo delle lunghe camminate sui viali colmi di promesse è finito.

Anche se la poetessa del rock continua a sputare sul palco, quel tempo è finito.

Le visioni notturne si sovrappongono ai pensieri lucidi e terribili dell’insonnia.




Magari potessi ancora sognare di viaggi senza meta, fuochi accesi e stanche membra consumate da chilometri e chilometri mangiati sull’asfalto. Godere di vibrazioni che continuano per ore anche dopo essere sceso di sella e di pelle che sa di gas di scarico. E della polvere che cerchia gli occhi e ti fa starnutire.

Ora il pensiero non è lì.

È da un’altra parte.

Lungo una via ancora più tortuosa.

Eppure, se ho il coraggio di fermarmi un attimo a riflettere, trovo che ci siano ancora tante cose irrisolte, tanti libri da leggere e altrettanti vini da assaggiare. E molti, tanti, anzi, altri mille viaggi da fare.

Mentre scrivo la luce al neon di questa sala d’aspetto ha iniziato a tremare.

Buffo!

Lei che è testimone di infinti tremori vissuti e subiti dai tanti, troppi pazienti che in questo luogo hanno giocato a dadi la loro partita con il destino... ora è lei a tremare... Tutto questo è ridicolo, è paradossale, è surreale.

Lei non ha nulla da tremare! C’est la vie!

Siamo noi a doverlo fare. Siamo noi ad averne diritto!

Intanto, la poetessa del rock ora ha intonato “Gloria (In excelsis Deo)” e continua a sputare... Ed io, io non tremo più.


 https://www.youtube.com/watch?v=2ZdZApApS58



 

martedì 15 dicembre 2020

Ho cinque tatuaggi sulla pelle.

Questo è un pezzo che ho scritto a fine ottobre. L'ho pubblicato ai tempi su FB, ora mi piace condividerlo anche qui. L'ho scritto quando ero più o meno ad un terzo del mio percorso "radioterapico". Ricordo  di averlo scritto tutto di un fiato, senza mai staccare le dita dalla tastiera.
 
Da circa una settimana ho finito e mi sto "disintossicando"...
 
Non ci crederete ma sono convinto che, nonostante incominci a godere dei primi benefici, contemporaneamente ho quasi una sorta di "crisi di astinenza". Mai avrei immaginato una cosa del genere, anche se qualcuno me lo aveva anticipato, ma ci sono momenti in cui quella sala d'attesa che ho tanto odiato, ora mi manca. Mi mancano quelle persone, quei compagni di disavventura che condividevano i miei stessi stati d'animo, le stesse paure, le stesse fragilità. Emeriti sconosciuti che tutto d'un tratto diventano pedine fondamentali della tua esistenza. I loro volti sono oramai familiari, oramai amici...

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29 ottobre 2020

Ho cinque tatuaggi sulla pelle.

Il primo lo feci a vent’anni. Avevo ancora i capelli lunghi, sognavo la libertà e guidavo un Van. Era un vecchio furgone Ford 1600 a benzina della fine degli anni ‘60. Lo avevo modificato completamente. Oggi si direbbe “camperizzato”. Volevo girare il modo, scoprire il mondo, conquistare il mondo! 

 


Il primo tattoo lo feci a vent’anni, a Bracciano. Neanche da un tatuatore ma in un centro estetico.

Ai tempi i tatuaggi non erano di moda. Li “indossavano” solo i “poco di buono”.

Ricordo che doveva essere un “epidermico”, cioè uno di quelli superficiali che nel giro di pochi anni sarebbe scomparso con lo sfogliamento naturale della cute... 

Dopo più di trent’anni, è ancora lì, a fare bella mostra di se... Ovviamente scelsi di tatuarmi un gabbiano. 

Si, lui: Jonathan. Che insieme a Siddartha, Kerouac e tutti i "maledetti" francesi, era per me più di un credo!


Il secondo l’ho fatto l’estate passata. A cinquantasei anni. Dopo che mi è stato diagnosticato un tumore.

Da quel momento ho preso la decisione di fare tutto quello che avevo rimandato da sempre... Compreso farmi tatuare sulla cute un bel Corto Maltese. Un idolo, un simbolo, una passione. Ancora una volta un credo.

 

 

 

L’ho fatto a Cagliari da una tatuatrice bellissima e bravissima che lavora in un centro tattoo di cui non ricordo il nome ma a che fare qualcosa con il Messico.

Poi mi hanno detto che il numero perfetto dei tatuaggi deve essere sempre dispari... altrimenti... sfighe a profusione! Non che sia particolarmente superstizioso ma come si dice...: “Non ci credo ma...”

Allora ho deciso di mettere in programma di farmi “incidere”: una bussola, una rosa dei venti e la linguaccia degli Stones... tutti simboli a me cari... e così sarebbero stati cinque! E soprattutto un numero dispari! Un numero che si, in fondo mi è sempre piaciuto... non so il perché.

Poi è arrivato il tempo della radioterapia. Per poterla eseguire hanno bisogno di punti precisi di riferimento e ti tatuano tre piccoli nei. Non lo sapevo. Sono quasi invisibili ma tu sai di averli!

È buffo però che siano tre... che anche loro conoscano la teoria dei “dispari”?

Ora, comunque ne ho cinque... E i mei programmi? I miei tatuaggi? Quelli veri? Tutti andati a quel paese! Per ora accantonati... solo per ora...

Ora sono in una anonima sala d’aspetto. In attesa di sottopormi al trattamento... in balia di un vento che non conosco, con una bussola disorientata e ascoltando Wild Horses... questa si! Degli Stones...

 

 

mercoledì 9 dicembre 2020

Nelle sale d’aspetto...

 Questo "pezzo" l'ho scritto a fine ottobre scorso, quando ancora non avevo aperto questa "finestra".  

L'ho già condiviso a suo tempo sulla mia pagina Fb. 

Mi sembra però importante condividerlo anche qui.

Anche perchè l'ho scritto all'inizio del mio percorso di Radioterapia. Con oggi ho finito! Si sono alla 38^ su 38! 

E poi? 

Non lo so... dovrò aspettare di smaltire un po' di radiazioni prima di ritornare a fare tutte le analisi e tutti gli accertamenti del caso...

Per ora l'obbiettivo è rimettersi. 

Poi vedremo!


 

26 ottobre 2020

 

Nelle sale d’aspetto dei reparti di terapia oncologica c’è sempre una strana atmosfera. 

Ognuno intento a combattere contro il proprio mostro. 

Si guarda intorno, alla ricerca di complicità. 

Si incrociano gli sguardi. Alcuni rassegnati, altri sconfitti ed altri ancora terrorizzati. 

Si sta in silenzio. Si ascoltano i rumori provenienti dalle stanze dove si fa terapia.

Gli operatori cercano di mascherare l’immane fatica di convivere ogni giorno con la sofferenza degli altri, con sorrisi, battute e leggerezza.

È dura ma in quelle stanze sanno di essere l’unica ancora, non di salvezza, ma di speranza.

Dopo un po’ che frequenti questi ambienti, riconosci la gravità della cosa dalla loro gentilezza. È proporzionale. Più sono gentili e più sai che la tua situazione è grave.

Io, spero sempre di essere “maltrattato”!

Fra i pazienti ci sono i “nonni”, quelli a fine ciclo... che come in caserma, guardano quelli appena arrivati, le “burbe”, con un ché di superiorità... non è cattiveria. È aggrapparsi ad un qualsiasi appiglio.

Ci sono a volte, giornate dove qualche temerario cerca di interrompere il silenzio. Allora emergono altri aspetti sociali. Interessanti. Ci si racconta.

Di frequente, per vincere la paura ed esorcizzare il male, cerchi nelle frasi degli altri una gravità che non ti appartiene. Altre volte arrivi quasi a vantarti del tuo malessere perché è vero che se siamo lì, siamo “tutti nella stessa barca” ma... loro, i tuoi compagni di disavventura, non sanno di quanto tu stai male... loro li vedi, sono lì a cercare di stare bene... mentre tu.... ma in fondo sai che non esiste una unità di misura per misurare l’incubo chiamato “tumore”. 

Ognuno ha la propria.

Cerchi negli sguardi un qualcosa del passato di tutti... del presente e delle cose in sospeso.

C’è chi reagisce e sopporta tutto per la voglia di vivere. 

Altri lo fanno per gli altri. Altri ancora perché gli hanno detto che bisogna farlo e basta. Alcuni, pochi, hanno il coraggio o la follia, di interrompere e lasciare andare le cose per il loro corso. 

Nessuno può biasimare nessuno. 

Chi lo fa, lo fa solo per soddisfare un proprio bisogno...

Oggi una donnina di un’età quasi biblica, chiedeva, anzi implorava di smettere. Che voleva tornare a casa. La figlia chiedeva lei di resistere e sopportare tutto per le nipoti... gli occhi della nonnina in quell’istante si sono spenti, in una rassegnazione lugubre.

Nelle sale d’aspetto dei reparti di terapie oncologiche, si vive in una sorta di democrazia ideale... non ci sono differenze anagrafiche, socio/economiche, culturali, ideologiche. Neanche religiose. Anzi quest’ultime resistono solo se evidenti. Se ostentate. Così come restano quelle epidermiche. Come se un’orientale, un balcanico o uno di colore fossero lì a “rubare” il posto a qualcuno. 

Molto probabilmente sarebbero ben lieti di lasciarlo, quel posto.

Nelle sale d’aspetto dei reparti di terapia oncologica c’è sempre una strana atmosfera, insieme ad uno strano odore.

E solo chi l’ha respirato o lo sta respirando, sa che quell’odore, una volta che ti ha occupato le narici non se ne andrà più. 

A volte lo senti anche di notte, mentre dormi. E si trasforma in incubo. 

Altre con la consapevolezza che quell’odore è abbinato al tuo tentativo di esistenza. Ti manca. E lo cerchi.

Nelle sale d’aspetto dei reparti di terapia oncologica c’è sempre una strana atmosfera. 

Io la chiamo complicità della paura.

lunedì 30 novembre 2020

Quando ti dicono...

 

La riflessione che pubblico di seguito, l'ho scritta a settembre.

L'ho già pubblicata allora sul mio profilo FB.

Mi sembra però giusto condividerla anche qui...

 


15 settembre 2020

Quando ti dicono...

Quando ti dicono che hai un tumore, la tua linea dell’orizzonte si abbassa. Non guardi più dritto di fronte a te ma verso il basso. Stai attento a quel filo d’erba che stai per calpestare, a quel sasso che ti farà inciampare o a quel granello di sabbia che si infilerà fra le dita dei piedi. Perché è delle cose di ora, dell’adesso, che ti devi preoccupare e non di tutti quei progetti a lunga distanza che ti sei programmato di fare.

Quando ti dicono che hai un tumore, cambia lo sguardo delle persone che ti circondano. E ogni volte che ne incroci uno, sei ancora più “ammalato”

Quando ti dicono che hai un tumore, all’inizio pensi sia un errore: “non può capitare proprio a me, è sempre successo agli altri... e perché ora proprio a me?!?” Poi inizia l’incubo!

Quando ti dicono che hai un tumore, anche se tutto si risolverà per il meglio, acquisisci la consapevolezza che non sei invincibile!

Quando ti dicono che hai un tumore, anche se passi una serata divertente e spensierata con gli amici, loro, una volta a letto, penseranno a tutte le cazzate che hanno detto e fatto nelle ore precedenti, tu no.

Quando ti dicono che hai un tumore, ti rendi conto che è iniziato una sorta di conto alla rovescia. Magari non morirai di quello, ma sai che quel “tic-tac” ti accompagnerà fino all’ultimo. Allora vivi intensamente ogni istante. Fai tutto quello che non hai mai fatto ma che avresti sempre desiderato fare! Quello che non hai mai fatto perché magari... non “era carino”, o perché “non si può “ o forse, perché sai che facendolo avresti deluso qualcuno... ora fallo e basta! Non hai più il tempo che pensavi di avere.

Quando ti dicono che hai un tumore, inevitabilmente diventi egoista, cinico, per alcuni anche “cattivo”. No, stai solo combattendo una guerra che sai, sarà difficilissima. Non ti preoccupare e non ti fare assalire dai sensi di colpa... sarebbe un’altra malattia che aggiungi alla “lista della spesa” oramai troppo lunga, che ti accompagna.

Quando ti dicono che hai un tumore, tutti hanno un amico “che ce l’ha fatta”, che era anche “più grave di te” ma che lui ne è uscito... e lì tu, ti senti davvero sconfitto! Un ebete, un cretino, perché sei assalito da mille paure e pensi proprio di non farcela!

Quando ti dicono che hai un tumore, nessuno ti dice come stanno realmente le cose... le terapie, i disagi, gl’incubi... a parole “tutti bravi“ ma ognuno che c’è passato, sa. E per ognuno è stato comunque diverso!

Quando ti dicono che hai un tumore, ama! Non hai più il tempo anche per odiare e se devi scegliere, è sempre meglio amare.

Quando ti dicono che hai un tumore, tutto è diverso. Anche i sogni.

Quando ti dicono che hai un tumore, anche se sei circondato da persone che ti amano, sei solo. E solo tu sai e riesci a comprenderti. Anche le cose più insensate agli occhi degli “altri”, per te, possono avere un senso!

Quando ti dicono che hai un tumore, realizza i sogni che non hai ancora realizzato. Non c’è né spazio, né tempo, per farne di nuovi.

Quando ti dicono che hai un tumore... nessuno sa cosa ti aspetta. Perché tu sei unico e non esiste un essere identico a te. Quindi ascolta i medici per le terapie e dai retta al tuo cuore... ti servirà per raggiungere quel poco di felicità che ti meriti dopo che ti hanno detto che hai un tumore.