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sabato 24 luglio 2021

Una divinità non si può fotografare! E' logico!

 


Quando guido la "Guzzona", ho mille occhi.

Sono attento alla strada, al paesaggio, ai mezzi che incrocio e a quelli che viaggiano nella mia stessa direzione. 

Ai livelli della moto e alla velocità.

Insomma, ho "occhi di falco". Dieci, cento, mille occhi.

Con lo sguardo spesso studio il ciglio della strada alla ricerca di qualche animale e allo stesso tempo scruto il cielo. Spesso mi fermo. Guardo in alto. A "caccia". 

Gabbiani, corvi, cornacchie, tortore. Più raramente lui: il falco. 

Sua maestà! Così fiero, regale, vigile.

Guardandolo volare, anzi, planare, si capisce del perchè gli antichi - in particolar modo gli egizi - gli attribuirono un ruolo primario nell'olimpo delle loro dività.

Horus. Il figlio terreno dell'unione fra Iside e Osiride. Dio della caccia e del sole. 

Appartiene ad una religione antica, in disuso, dimenticata eppure, ogni volta che ne incrocio uno, ho come un momento di riflessione, di rispetto reverenziale. Direi quasi raccoglimento. 

Oggi mi ha accompagnato per un bel tratto di strada fino a quando ho deciso di fermarmi per immortararlo. E lui? Con fare altezzoso e repentino si è allontanato dalla mia vista per poi sparire oltre la collina. 

Che stupido! Una divinità non si può fotografare! Dovrei saperlo, è logico! 


venerdì 23 luglio 2021

Felice. Ho respirato.



 A volte ne sento la necessità impellente. Devo prendere e andare. Oggi è stata una giornata di quelle!

Nei giorni scorsi la "Guzzona" ha accusato. Eh si, con il passare del tempo e l'avanzare dell'età, ogni tanto anche lei presenta qualche "disturbo"... Risultato? Una settimana di fermo! Lei dal meccanico io... a piedi!

Oggi me la hanno ridata! E quindi? In barba al caldo e a tutti... via verso il blu! Dove cielo e mare si uniscono in un matrimonio perfetto. 


 

Felice. Ho respirato. 



sabato 5 giugno 2021

Non mi tradire Bellagio.





 Ho fatto finta di nulla. Ho fatto finta che non fosse successo nulla. Ho fatto finta che tutto fosse ok. Mi sono autoconvinto. Ci ho creduto. 

E contro tutto e tutti ho seguito l'istinto. E sono salito di nuovo in sella alla mia fedele Bellagio.

Molti mi avevano detto che non avrei mai più potuto montarci. Salire in sella e partire. Viaggiare. Sognare... Sentire la velocità fra le dita, essere investito dal vento sul volto. 

Si, lui, il vento... e poi gli odori. E i rumori. E il caldo!

Caldo che solo una corsa in moto ti sa dare. Perchè quello è un caldo differente da tutti gli altri, che si prova solo sulle due ruote. 

Credetemi.

E' da ottobre che non ci montavo. Da quando ho fatto le prime sedute di Radioterapia... 

Dal divieto assoluto, nel corso dell'ultimo consulto con i medici, è emersa una possibilità...:

"Non è consigliabile ma se lei se la sente e non le da problemi... Da medico le direi di no... da motociclista so di non poterlo impedire". 

Mi sono aggrappato a questa frase. Ed eccomi qui a condividere con voi questo istante. Con gli occhi lucidi e le dita che tremano dall'emozione.

Chi è motociclista lo sa. Altri forse non capiranno.

Ma non me ne fotte un cazzo! Sono di nuovo in sella!

Può sembrare ai più una sciocchezza. Ma per me è davvero una cosa importante. Già troppe privazioni, impedimenti, limitazioni mi hanno afflitto in questi ultimi 18 mesi. Hanno condizionato la mia quotidianità. La mia psiche. Violentato il mio fisico e mutilato l'orgoglio.

Sono legato a questa moto come mai a nessun'altra.

E' per me diventata una sfida. Un riscatto, un simbolo. Un legame indissolubile con una serie infinita di sensazioni, di emozioni. Di ricordi.

Sembrerà impossibile ma potrei praticamente raccontare di ogni km percorso. Delle genti che ho incontrato e gli asfalti che ho "consumato".

Il pensiero di non poterla guidare più mi costringeva ad un oblio che non volevo percorrere. Ora sono rinato. Perlomeno in parte!

Non mi tradire Bellagio.




lunedì 11 gennaio 2021

Ancora fino a fine marzo...

la "Belva"... Immagine scattata con IPhone (https://amzn.to/3neAJAD)


 Ancora fino a fine marzo... due mesi... due mesi dalla "libertà"... Libertà di poter andare, tornare. Vivere. Affrontare le curve, combattere il freddo, la pioggia, il vento. E poi il sole e ancora vento. 

Accompagnato sempre da quel rumore che solo un motore quattro tempi può regalare. Un rombo. E anche qualcosa di più.

E poi ancora vibrazioni, velocità. Odori, profumi.

Si, dovrò attendere marzo per capire se potrò ancora montare in sella alla "Belva". 

La chiamo così la mia "guzzona". Compagna di viaggio, simbolo, amante. Croce e delizia.

E' sicuramente una delle cose materiali che più mi manca in questa lunghissima convalescenza. 

In questi mesi quando ho potuto, l'ho accudita, coccolata, accarezzata, in attesa di quel giorno.

L'ho smontata, rimontata. Mi sono sporcato le mani di grasso e le ho annusate. A volte confesso l'ho anche accesa solo per sentirne il suono. Non solo per matenerne l'efficienza.

Alcune notti l'ho anche sognata. Ho sognato di partire, senza nessuna meta. Solo per il gusto ed il piacere di guidare. Di andare. 

Sono motociclista da sempre... prima gli scooterini 50, quelli dei miei tempi: Ciao, Si, Bravo, i Malagutti, i Garelli. Poi i Caballero, gli Zundapp e poi ancora le vespe. Poi le "grosse": da strada, da turismo. Ed infine, smessi i panni delle "prestazioni performanti" e approdato nel mondo dei "Motolentisti" arriva la Guzzi, la Bellagio... Con i suoi anni, i suoi pregi e i suoi difetti.

Chi non è motociclista non può capire. Non sa. Non conosce.

Fine marzo... due mesi... Ancora due mesi.

Sperando che tutti gli esami di controllo diano esiti negativi e quindi mi dicano: "Milani, può tornare a cavalcare la sua vecchia ferraglia"... Mamma mia, non vedo l'ora! 

Immagine scattata con IPhone (https://amzn.to/3neAJAD)

 

Nel frattempo mi rileggo il "testo sacro" dei motociclisti/filosofi. Per quelli che non si possono definire "Centauri", ma nemmeno semplicemente "Appassionati". Forse più correttamente "Innamorati" o meglio ancora quelli che hanno deciso di vivere la propria moto come "percorso di crescita", di evoluzione:

LO ZEN E LA MANUTENZIONE DELLA MOTOCICLETTA di Robert M. Pirsing (https://amzn.to/3nwc6Qk)

Un libro che almeno una volta nella vita va letto!