La mia Fede. Il mio Credo.
Più di una volta mi è venuta la tentazione di affidarmi a un Dio.
Uno
qualsiasi. Ma non c’è l’ho fatta... Nonostante la mia vita sia stata costellata di
incontri meravigliosi con donne e uomini di fede.
Sono nato e cresciuto in una famiglia a suo modo credente. Le elementari
le ho fatte dalle suore: Le Mantellate. Ed il ricordo che ho di Suor
Letizia, la mia maestra di allora - che so ogni tanto leggermi - è ancora, a
distanza di anni, pieno di affetto e riconoscenza. Non posso dire
altrettanto dell’esperienza fatta dai preti in prima media, allo
Zaccaria di Milano. Ma questa è un’altra storia.
Comunque, vi stavo dicendo, di non essere mai riuscito, se non da bambino, a coltivare la fede
in una religione specifica, pur riconoscendomi da sempre, un essere spirituale.
Sono consapevole che l’atto della creazione in se ha un che di
miracoloso pari a quello della morte, ma non credo in quella letteratura
religiosa scritta dagli uomini.
Pur essendo attratto e incuriosito da tutto ciò che concerne
fede e religione, non ci riesco. Nonostante abbia un mio credo.
Ho letto la Bibbia ed i Vangeli, il Corano e molti volumi sulle
discipline orientali. Ho letto il Bhagavad Gita, Sant’Agostino e Edouard
Shuré, René Guénon e San Francesco. Ma non riesco.
Confesso che in certi momenti ho anche cercato conforto in una fede, una qualsiasi ma
anche lì non ci sono riuscito.
E come molti mi sono ricordato di una
esistenza di un Dio solo nei momenti di bisogno. Di questo mi rammarico!
Credo nella natura, nella bellezza, nell’amore, nel sorriso,
nell’armonia, nella buona azione, nella solidarietà e sono riconoscente a
tutte le religioni perché senza un credo, una fede, l’arte non sarebbe mai
esistita.
Ma non invitatemi a credere in una giustizia divina... se esistesse non
ci sarebbero padri che sopravvivono ai figli, violenze che ogni
giorno siamo obbligati a vivere direttamente o indirettamente e la
troppa sofferenza di cui spesso siamo semplici testimoni impotenti...
E soprattutto, non invitatemi a credere in un giudizio divino!
Già ho il
mio bel da fare con il mio e quello di chi mi sta a fianco... non ne ho
bisogno di altri.
E se un giorno, un Dio, uno qualsiasi, dovesse palesarsi, avrei tanti, troppi
perché a cui manca una risposta. Una risposta che non ho trovato nella
fede, negli uomini, nelle cose.
Nemmeno nella malattia e men che non si
dica, nella felicità.
Forse è proprio per questo che quel Dio, non si mostra.
Neanche Lui saprebbe darmi
le risposte alle mille domande che mi pongo ogni giorno.
Lo so, morirò con i miei dubbi e le mie perplessità.
E fino a quel giorno, continuerò a vedere la divinità in un albero, in un tramonto, nel silenzio di una cima innevata, nel sorriso di un bambino, nel sibilo del vento, nel seno di una donna, nelle mani di chi lavora, nel calore del fuoco e nel volo di un gabbiano.