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venerdì 27 agosto 2021

Che cosa è il disegno?


 

Che cosa è il disegno? Difficile dare una risposta che non sia prettamente tecnica ma, fra le pagine del libro che sto leggendo, POTEVO DIVENTARE MILIONARIO HO DECISO DI ESSERE UN VAGABONDO - la vita di John Muir di Alexis Jenni, ho scovato una definizione poetica del disegno, che non mi ha lasciato indifferente... 

La voglio condividere con voi...

"...Sale sul North Dome, disegna. Su questa semisfera di granito che domina la vallata non ci sono sofferenze, non ci sono momenti neri e vuoti, non ci sono sofferenze, non ci sono angosce venute dal passato né paure dell'avvenire. Il paesaggio è riempito in modo così compatto da tutta la bellezza di Dio che nessuna speranza meschina né alcuna mediocre esperienza personale può farsi spazio.

L'acqua, la semplice acqua che scorre dalle cascate è esaltante come champagne, l'aria lo elettrizza a ogni inspirazione, ogni movimento è una gioia, e l'assenza di movimento anche. L'intero suo corpo percepisce la bellezza che si dispiega intorno a lui, come quando seduti davanti a un fuoco se ne sente tutto il calore.

Posato come una mosca sul masso di granito liscio come un cranio, disegna. Disegna sempre così ingenuamente, ma con sincerità e con concentrazione. Capisco questa pratica, lo faccio anch'io: disegnare senza avere un particolare talento, senza avere una grande abilità ma con entusiasmo. Ciò che conta è l'atto, perchè l'atto di disegnare è una forma attiva di contemplazione, una forma di concentrazione estrema su due dimensioni nello stesso tempo, benché di grandezze incommensurabilemente diverse: la mina appuntita della matita che scivola sulla carta e la punta acuta della coscienza, che si affanna a cogliere la totalità del paesaggio nel quale siamo seduti. 

Qui si pone la questione: come cogliere un paesaggio? Il paesaggio racchiude, ha un effetto potente che è difficile da definire, pone un enigma sempre vicino ad essere risolto, ma poi no, non lo è mai, è come una parola sulla punta della lingua, una lingua che è il corpo intero.

Il gesto sul foglio lascia una traccia legata a ciò che si vede, ed è questo filo disegnato, attraverso una forma di allucinazione, che finisce per coglierlo; qualsiasi cosa si intenda con questo termine.

In un paesaggio si può presagire la stessa inquietudine che Sant'Agostino ha provato di fronte a Dio, cosa che non è fuori luogo dato che Muir vede tutto attraverso il prisma del divino: "Tu sei nel più intimo di me, e allo stesso tempo Tu mi contieni", scriveva questo Santo introspettivo, e questo può descrivere il rapporto con il paesaggio. 

Disegnare solleva, calma, canalizza il corpo che altrimenti si agiterebbe in vano; disegnare permette di vedere meglio con gli occhi che saltellano da un punto all'altro, permette di afferrare il mondo e di percepirsi al suo interno. La qualità del risultato non ha importanza, quando ci si sveglia da questo momento in cui ci si è nutriti del paesaggio si può anche ripartire dimenticandosi del foglio, non ci mancherà, tutto si è compiuto nel momento del disegno..."

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Questo passaggio lo potrei avere scritto io:
 
"Capisco questa pratica, lo faccio anch'io: disegnare senza avere un particolare talento, senza avere una grande abilità ma con entusiasmo..."
 
Anch'io disegno... Disegno lati oscuri del mio "paesaggio"

lunedì 19 luglio 2021

Galleria d'Arte? Come un preservativo



 Cosa è oggi una Galleria d'Arte? Un preservativo.

Si, perchè con l'arte si fa l'amore. 

Si annusa, si tocca, si guarda. Si accarezza, si scopre, si ama. 

E come tutti gli amori va protetto. 

Perchè paragono una Galleria d'Arte ad un preservativo? Perché una galleria tutela, protegge, aiuta. 

Tempo fa, un cliente, mi dice di avere trovato un'opera simile a quella che aveva visto da me, in rete, in un sito di seconda mano, di articoli usati, ad un prezzo più vantaggioso. 

Innanzitutto vorrei sottolineare l'utilizzo del termine "simile"... Mah...

E' come se io, mi fossi innamorato di una donna bellissima ma siccome inarrivabile o abituata ad un tenore di vita differente dal mio, ne cercassi una... come dire... "simile"! 

Ma ci non vuole una laurea speciale per comprendere che ogni creatura, così come ogni opera d'arte, sia unica!

E poi succede che quest'opera, acquistata ad un prezzo "vantaggioso", o come mi fu detto allora: un prezzo da vero "affare", risulta essere di dubbia provenienza o addirittura contraffatta. 

Ora, dove è finito il bravo venditore da tastiera? Colui che propinava "affari" e "opportunità" uniche e straordinarie? Vaporizzato, scomparso, introvabile! Ed il cliente?

Ora vi racconto...

In questi giorni, questo "collezionista" è qui. E la cosa più buffa è che va dicendo in giro che tutto il sistema arte è "farlocco", quando sa benissimo che l'unico "farlocco" in questa vicenda è proprio lui! Acquirente "fai da te", collezionista di "prezzi" e non di opere d'arte, mago della web... 

Ma l'ammissione di un errore lo sappiamo, è dolorosa ed inamissibile in un soggetto dove la presunzione è consideratà una virtù e non un difetto. E quindi... potete immaginare.

Scusate questo sfogo, forse anche duro, ma mi sono sentito leso. Attaccato nella mia onestà intellettuale e nella professionalità che pratico oramai da tanti, forse troppi, anni. 

E' ovvio che molti acquisti in rete, io per primo opero con questo mezzo come molti altri colleghi, siano "sani" ma, come oramai sappiamo, anche in rete la trasparenza e la serietà sono requisiti fondamentali!

Quindi, quando acquistate arte, prima di inciampare in spiacevoli inconvenienti, indossate un preservativo. Comprate da operatori "sicuri". Entrate in una galleria, che sia reale o virtuale, non importa... Ma che sia "vera"!

Si chiama usare il cervello, la testa o come volete voi.

Quindi...

Fate l'amore con l'arte. Fatelo protetto!

mercoledì 2 giugno 2021

Gli incontri, quelli belli...

Emila Siracova e Tommaso Santucci al C.R.A.

 

Gli incontri, quelli belli, quelli casuali, sono quelli che più mi piacciono.

Vi racconto questo: 

Un paio di giorni fa ero all'Ikea. Per comprare alcune cose da portare con me in Sardegna.

Giravo fra i corridoi simpaticamente stupito. Mi piace l'Ikea. Fornisce sempre idee nuove. Soluzioni pratiche e comunque semplici. E poi... e poi mi ricorda sempre bei momenti. Di progetti, di cambiamenti.

Stavo pensando a cosa mi mancava rispetto alla mia "lista della spesa" quando, due persone davanti a me si fermano. 

Sono figure familiari. Ma si! Due persone che conosco bene! Una in particolare. Lei. Si lei è Emila Sirakova, la brava artista di Sofia che ho conosciuto anni fa a Milano e che più volte ho proprosto anche ai miei collezionisti. E il suo compagno, con il quale ha fatto un bellisimo bambino: Tommaso Santucci.

Sono una coppia bella, solare. Ambedue ottimi artisti e... surfisti. Lei anche degustatitrice di vini e lui anche batterista.

Non li vedevo da qualche anno. Ma l'intesa e la stima è rimasta la stessa. Due parole e siamo subito in sintonia. Lei la conosco meglio. Lui meno. Con lei c'è sempre stata una giusta alchimia. Non solo lavorativa. Umana.

Parliamo 7/8 minuti. Non di più. Racconto delle mie ultime avventure lavorative e anche delle "disavventure" personali. Emila mi ferma e con una intesa negli occhi mi dice "Lo so. Ti leggo".

E stato un incotro casuale. Non voluto. Non cercato. Bello.

Ci congediamo con la promessa di incontrarci di nuovo. Ma la prossima volta di fronte ad un calice di buon vino. I saluti e... e lei con una tenerezza infinita: "Se si potesse, ti abbraccerei!".

Ecco in quel "Ti abbraccerei" ho trovato un mondo di bene. Bello, sincero. Vero. Utile. Amico.

Si ecco, ho bisogno di cose utili: un abbraccio, un colore, un odore. Una canzone, un bicchiere di vino. Un alito di vento.

Solo cose utili!

un'opera di Emila Sirakova
 

Un'opera di Tommaso Santucci


venerdì 5 marzo 2021

LUOGHI: Al 44° parallelo la Fontana Campari...


Ieri mattina per l'ennesimo esame di controllo, risultato fortunatamente negativo... mi sono dovuto recare a San Marcello Pistoiese, sull'appennino Tosco-Emiliano. 

Percorrendo la Strada provinciale che da Pistoia porta all'Abetone, dopo avere superato il 44° parallelo e prima di raggiungere il Passo dell'Oppio (821 metri slm), si incrocia sulla sinistra una "FONTANA CAMPARI"


La FONTANA CAMPARI di località Le Piastre (è qui che si trova esattamente), è una delle poche che restano di una serie realizzata dalla Campari, grazie al lavoro di Giuseppe Gronchi agli inizi degli anni '30 del XX secolo. Queste opere, coniugano lo scopo pubblicitario e l'arte ad un servizio di pubblica utilità.

Il primo esemplare di queste fontane ad essere realizzato sembrerebbe quello collocato a Chiusi nel '29. Successivamente altre di queste "fontanelle" sono state realizzate fra la Toscana e la Lombardia nel periodo che va dal '35 al '37.

Lo stile, decisamente monumentale, risente di alcune influenze provenienti dalla Secessione Viennese, mantenendo però il tipico riferimento dell'epoca all'età classica, con importanti contaminazioni alla citatissima romanità di tutto il ventennio fascista.


mercoledì 3 marzo 2021

La Sardegna alza bandiera bianca!


  

La Sardegna è biandiera bianca! Non nel senso che si arrende - non ho conoscenza di un sardo che si sia mai arreso - ma nel senso che è diventata, e speriamo ci rimanga, Covid Free. Bianca!

Lo sapete, la Sardegna è la mia seconda terra. Mi emoziona solo a pensarci. E quindi...

Una bellissima notizia sia per i fratelli sardi che, egoisticamente parlando, per i miei prossimi impegni lavorativi.

Beati loro! Che possono andare al cinema, a teatro e soprattutto girare per mostre e musei liberamente! 

Allora mi viene spontaneo suggerire alcune visite ad altrettanti musei d'arte moderna e contemporanea che meritano (lo dico non solo per gli amici sardi ma anche per gli eventuali turisti che andranno la prossima estate a passare le loro ferie in questa magica isola).

Iniziamo da quello che amo di più: il MAN di Nuoro. Museo di altissimo livello con una progammazione sempre attenta e puntuale! 

Subito dopo, consiglio un giro a Cagliari, che già di per sé merita la visita, alla Galleria Comunale d'Arte Moderna e Contemporanea. Merita. Custodisce alcune testimonianze del '900 e qualche bell'esempio di contemporaneo.

Altro suggerimento cade sul Museo Nivola dedicato all'artista Costantino Nivola. Interessante artista internazionale di grande livello ancora poco conosciuto al grande pubblico...

Altro luogo da visitare assolutamente è la Stazione dell'Arte a Ulassai, museo completamente dedicato all'opera della straordinaria Maria Lai.

Per concludere, con la consapevolezza dei tantissimi luoghi tralasciati, penso ad esempio al Museo Archeologico di Cagliari fra tutti, e alle altre realtà espositive sparse in lungo e in largo su tutta l'isola, mi piace ricordare il Museo Aligi Sassu a Thiesi...

A questo punto cos'altro dire? Buon "bianco" a tutti gli amici sardi, nella speranza che presto si possa tornare tutti di quel colore/non colore... 

Impegnamoci però! Confido nella responsabilità e nel senso civico dei singoli.


sabato 27 febbraio 2021

Frasi...

 

"Sento che non c'è niente di più artistico che amare le persone"

Vincent Van Gogh


lunedì 22 febbraio 2021

22 febbraio 1987... moriva Andy


 22 febbraio 1987. Muore Andy Warhol.

Qualunque cosa si voglia dire, non esiste altro artista che meglio possa rappresentare il XX secolo. Una icona, un mito, un simbolo.

Un fenomeno di costume. Un gesto artistico unico ed ancora oggi inimitabile. Nonostante sia il più imitato!

Una personalità che ha condizionato moda, musica, spettacolo ed ovviamente, arte.

A volte penso che se non fosse esistito, il mondo sarebbe più antico, vecchio. Certamente meno colorato.

Una quantità di carta stampata ci racconta di lui. E poi ci sono film, documentari... insomma per conoscere l'opera di Andy Warhol c'è davvero l'imbarazzo della scelta...

Io vi consiglio questo volume... Merita!


Andy Warhol. La biografia di Michel Nuridsany 


domenica 7 febbraio 2021

LUOGHI: “Colonia Firenze” a Calambrone


 Sul litorale che costeggia il Mar Tirreno in direzione nord, lungo la direttrice che va dall'area portuale di Livono verso la Marina di Pisa, si incontra prima Calambrone e a seguire Tirrenia.

In questo tratto di spiaggia, dall'inizio degli anni trenta e per tutta la durata dell'epoca fascista prima, e fino alla fine degli anni '60 poi, si è sviluppata l'industria turistica rivolta all'infanzia. Le cosidette Colonie.

La più antica fra queste è la Colonia Firenze. Del 1931.

Un esempio di architettura Razionalista che rende questa serie di edifici - oggi poco più che dei ruderi purtroppo - ancora ricca di un fascino straordinario. 

Troppo spesso però, ci capita di vedere senza guardare... e allora mi domando, quanti di voi, soprattutto quelli che abitano da queste parti (intendo Nord Toscana) hanno percorso quel tragitto senza mai fermarsi ad ammirare quest'opera straodinaria dell'architetto Vannozzi?


Ieri con l'intento di fare una passeggiata al mare, ho percorso quella via. Ne sono stato letteralmente rapito e confesso, anche tentato di "scavalcare" per farci un tour all'interno... 

Idea che non ha avuto seguito... purtroppo!