Ito Ogawa
sabato 13 novembre 2021
Frasi...
Ito Ogawa
giovedì 11 novembre 2021
Buon compleanno Blog...
Buon compleanno Blog...
Quando ho aperto questo blog sapevo che avrei dovuto combattere contro demoni e fantasmi.
Non sapevo quanti però. Né quante cicatrici mi sarebbero rimaste addosso.
Ma un anno è già trascorso.
Un anno...
Già un anno... Un anno terribile, che vorrei dimenticare ma non riesco.
E forse, non voglio.
Un anno che lascerà inevitabilmente un vuoto.
Incolmabile.
Un anno passato in un circo, su un trapezio...
In un continuo su e giù, giù e su.
In alto ed in basso... In un tourbillon vorticoso... Senza sosta, senza tregua, fatto di lacrime e pensieri strani.
Con pochi sprazzi di luce.
Pagine bianche che ho riempito con sfoghi, grida, carezze, pensieri, lacrime, note musicali, arte, natura...
Pagine bianche che non ho voluto lasciare bianche.
A costo di violentarmi.
Che ho colmato con pensieri sparsi, riflessioni. A volte cazzate.
A volte cose banali, altre non.
Quando ho aperto questo blog sapevo che avrei dovuto combattere contro demoni e fantasmi.
Non sapevo quanti però. Ma un anno è già trascorso.
Un anno passato inevitabilmente costretto a sorridere e, addirittura in alcuni casi, a dover far finta di gioire.
Solo per gli altri però.
Non certo per me.
Un anno passato su di un palcoscenico che va stretto.
Anzi strettissimo.
Un anno che mi ha cambiato. Ha cambiato la mia prospettiva, le mie priorità.
Un anno che vorrei cancellare. Non avere vissuto.
Dove il rifugio è stato cercare qualcosa che non esiste. Che non c'è.
O meglio, che non c'è più...
Un anno passato a scrivere. Ad ascoltare musica. A guardare la natura.
A cercare il vento sul viso.
Ad annusare l'aria. Cercare il sale. Rincorrere il sole, il mare.
E provare a non pensare.
Un anno dove neanche l'arte, amante e amica preziosa di sempre, non è riuscita a darmi sempre il sollievo cercato.
Quando ho aperto questo blog sapevo che avrei dovuto combattere contro demoni e fantasmi.
Non sapevo quanti però. Ma un anno è già trascorso.
lunedì 8 novembre 2021
Ho vissuto
Archiviato il fine settimana di Artimino, conclusosi con grande soddisfazione e altrettanta stanchezza, ho sentito immediatamente l'esigenza di "ricaricare le batterie" in assoluta serenità e tranquillità.
E quindi mi sono letteralmente rifugiato alla "Casetta".
Senza rumori di fondo (se non quelli della natura), pressioni e lancette dell'orologio a scandire il tempo.
Ho fatto comunque questa "fuga" con non poca preoccupazione.
Non sapevo cosa mi sarei ritrovato davanti. Nei giorni scorsi, a San Miniato, c'è stata una simil tempesta d'acqua e vento. Si, l'oramai classica "bomba metereologica" di cui si sente, ahimé troppo spesso parlare...
Fortunatamente nessun danno né in città né in campagna, a parte alcune tegole di vecchie abitazioni siano cadute, così come antenne, parabole e vecchie grondaie...
Alla Casetta nulla... Nessun danno...
E quindi mi sono goduto questo momento tutto mio... Ho suonato, respirato, osservato le tracce dei cinghiali che sono passati da lì e ascoltato il canto degli uccellini...
Ho vissuto.
P.S. Alcuni di voi mi stanno chiedendo con frequente assiduità di "raccontarvi" qualcosa in più di questo luogo... Ci sto pensando e qualche idea l'ho avuta... rimanete sintonizzati
domenica 7 novembre 2021
Frivolezze…
A volte, basta dare il via e parole frivole diventano profonde riflessioni… dipende sempre dall’interlocutore…
giovedì 4 novembre 2021
I redentori...
...SONO I REDENTORI COLORO CHE MI DISTURBANO DI PIU'...
Mamma mia quanta verità! Bravo Corto e ancora più bravo Hugo!
mercoledì 3 novembre 2021
"Una ballata per la Signora delle Vigne"
"Una ballata per la Signora delle Vigne"
Dolce Signora delle vigne, dove sei?
Te ne sei andata senza riempire di nuovo il mio calice.
Lasciandolo arido, vuoto.
I filari di nuovo ingialliscono.
Di nuovo mi stupiscono, ma il calice è oramai vuoto.
Una nuova vendemmia. Uno nuovo "vinnovo" ma nulla sarà mai più nuovo.
Dolce Signora delle vigne, dove sei?
Dalla finestra del tuo castello vedevi il Castello.
Vedevi i filari.
Ora cosa vedi? Dimmelo.
E ti prego, riempi di nuovo il mio calice. Ho sete.
Ho bisogno ancora del tuo nettare.
Dolce Signora delle vigne, dove sei?
Sono vuoto come il mio calice. Asciutto come il mio calice.
Fragile come il mio calice.
Dolce Signora delle vigne, dove sei?
martedì 2 novembre 2021
Finalmente è arrivata
Finalmente è arrivata.
Era da troppo tempo che la terra la chiamava, la desiderava...
E finalmente ieri è arrivata. Lei, la pioggia!
Pioggia benedetta. Un toccasana per la natura che da troppo tempo soffriva la sete. Che sgorga copiosa e nutriente da quelle nuvole così cariche da sembrare enormi seni gonfi di latte.
Ed è arrivata in maniera dolce. Perfetta.
Prima leggera, poi intensa... per poi offrire una tregua.
Giusto il tempo per far sì che la terra potesse assorbirne l'eccesso. Senza traumi, senza danni. Come in altri luoghi, altre volte ha fatto! Questa volta no. E' stata una buona pioggia. Una brava pioggia.
Per una terra oramai resa troppo dura dalla siccità, la giusta medicina. E poi... all'improvviso ancora. E poi ancora e ancora. Pioggia. Una magnifica acqua dal cielo...
Prima forte, scrosciante. E poi di nuovo una tregua, con il sole che si affaccia, reso ancora più accecante in questo gioco fra luci e ombre... E poi vento. Forte. Presente.
Di quelli che ti avvolge. Che ti scuote. Che ti rigenera.
Di quelli che sembra ti voglia portare via con sé... Di quelli che pulisce dentro e ti fa sentire il sapore della vita nei polmoni.
Che pulisce il cielo, l'anima, che spazza via i brutti pensieri e fa posto ai ricordi, quelli belli. Vento che ti parla, ti urla.
E poi, come testamento, il profumo di una terra bagnata. Il profumo di umido, di muschio... finalmente d'autunno.